Pinsa Romana: Una novità da scoprire | VIDEO Recensione

settembre 2, 2018 Le Storie di Esistere Bene 0
LE STORIE DI ESISTERE BENE - PINSA 2

La Pinsa Romana è una delle novità in ambito Food che sta spopolando in tutta Italia nell’ultimo periodo. Quasi per caso una sera l’ho “scoperta” e in questo post con Video Recensione te ne voglio parlare. Ti parlerò di come viene preparata, della sua storia e del perchè secondo me sta piacendo tanto a chi la sta degustando.

Gli impasti di vario genere sono molto apprezzati dagli amanti del cibo, specialmente se preparati utilizzando farine di qualità e di ottima provenienza. Abbiamo già altre volte trattato l’argomento “impasti” sul blog, quando abbiamo incontrato uno dei  “Maestri della Pizza” ci siamo proprio divertiti, proprio per questo motivo in questa “Storia di Esistere Bene” ti parleremo della Pinsa Romana.

Amore al primo incontro

A volte è proprio vero che le scoperte migliori avvengono per caso… In una serata estiva io, mio marito Leonardo e la mia Bambina eravamo a casa, era quasi ora di cena, seppur le idee non mi mancano quasi mai quando si tratta di cucinare, quella sera ero un pò carente di fantasia. Al solo accennarlo a Leonardo lui mi ha proposto di uscire ed andare a mangiare una pizza. Così senza aver pianificato nulla si parte!

Dove ho scoperto la Pinsa

Ci piace spesso provare i nuovi locali e proprio per questo ne abbiamo approfittato per andare ad assaggiare la pizza alla pizzeria “Dal Pimpa”, l’ultima pizzeria aperta a Sinalunga in provincia di Siena (dove viviamo).

Sia io che lui ne siamo molto appassionati (chi non lo è), quella che preferiamo è la Pizza con l’impasto Classico Napoletano. Lunga lievitazione, sofficità e ottime materie prime utilizzate sono le caratteristiche che ricerchiamo maggiormente, ciò nonostante ci sono altri modi “alternativi” di fare la pizza altrettanto gustosi e devo dire che siamo abbastanza aperti a valutare queste nuove proposte.

Quella sera non mi aspettavo di rimanere sconvolta positivamente da quella esperienza, invece devo proprio confermare che sono rimasta davvero positivamente colpita da quello che ho assagiato!

Veniamo accolti da Daniele, e già da subito abbiamo notato un attenzione particolari ai dettagli, entranbe i camerieri indossavano una camicia bianca, cravatta nera e un grembiule amaranto (che tralatro bene si intonava con i colori di tutto il resto del locale). Beh saranno dettagli irrilevanti? secondo me assolutamente no! L’attenzione e la cura dei dettagli denotano a mio parere professionalità ed amore per quello che si fa.

Dopo esserci accomodati al tavolo noto subito che sul menù molto ben fatto e curato, oltre ai classici antipasti e alle pizze era presente un sezione con sopra il titolo “Pinsa Romana”.

Una “vecchia” novità

Pur reputandomi un’esploratrice ed un’amante del “buon cibo” fin da quando sono bambina, davvero questa per me era una novità mai sentita fino a quel momento… Ho chiesto al cameriere di “raccontarmela” ed in seguito incuriosita ho deciso di provarla, da li è stato subito amore a prima vista per questa antica schiacciata romana.

E’ stato piacevole riscoprire che un alimento di tradizione così antica è stato riscoperto e valorizzato. Probabilmente la conosci già, nel caso così non fosse continua a leggere questo post, alla fine vedrai che ti verrà voglia di assaggiarla di sicuro!

 

La storia della pinsa romana

Il mondo della Pizza si è notevolmente evoluto nel corso degli ultimi anni, esistono una miriade di rivisitazioni, alcune hanno fatto anche discutere, basta pensare alla Pizza di Carlo Cracco! Della pizza dell’ ex chef di Masterchef (che adoro) si è parlato per mesi. Gli integralisti della pizza napoletana l’hanno presa proprio male… Nonostante tutto ciò, questo tormentone ha però portato al suo locale migliaia di clienti curiosi di degustare questa rivisitazione realizzata con farina “Petra N°3, farina di mais e semi di girasole, lievito madre vecchio di 85 anni e che fa una lunga lievitazione di 36 ore.

Praticamente il piano di sotto del locale di Cracco in Galleria Vittorio Emanuele a Milano era stato lanciano come bistrot ma si è trasformato involontariamente (o volontariamente) quasi esclusivamente in una pizzeria… Da questo si evince che le persone hanno voglia di provare nuove esperienze sensoriali nell’ambito del food.

Torniamo alla storia della pinsa! A quanto ho appreso dopo essermi documentata a fondo, la pinsa è un’antenata addirittura della pizza ed era già nota ai tempi degli antichi Romani. Le antiche popolazioni laziali preparavano questa focaccia utilizzando una miscela di vari cereali impastati con acqua e sale.

Nel VII libro dell’Eneide (I secolo A.C.) di Virgilio troviamo alcuni tra i primi riferimenti a questo tipo di alimento che Enea, insieme al figlio ed ai suoi comandanti, mangiò appena arrivato nelle zone rurali delle campagne laziali, accolto dal re Latino e sua figlia Lavinia.

Fonte Wikipedia.

Il termine deriva dal verbo “Pinsare” (dal latino “pinsere”, allungare) e spiega la forma ovale e leggermente allungata di questo prodotto.

Pur essendo un prodotto di origine Laziale esistono diverse varianti anche dolci in varie zone d’Italia. La diffusione della Pinsa è stata confermata anche da diversi membri della Community di Esistere Bene di Facebook.

Cos’è la pinsa romana ®

Questo alimento che si è evoluto nel corso del tempo. Attualmente è realizzato utilizzando un mix di vario tipo di frumenti, soia, riso, miglio, orzo e farro sono alcune delle materie prime usate per l’impasto. Esistono varie ricette in giro in rete, ma per quella D.O.C. che si può degustare in locali come “Dal Pimpa” le corrette quantità dei mix di farina risultano coperte da strettissimo segreto aziendale.

Le farine utilizzate nella maggior parte dei casi sono NO OGM, e si utilizza esclusivamente il lievito madre

La lievitazione avviene in frigo. Il processo naturale utilizzato è molto lento, parte dalle 24 fino ad arrivare alle 96 ore, il risultato finale è un impasto soffice e leggero.

L’impasto presenta un’altissima idratazione (circa il 70 – 80%) che le conferisce al caratteristiche uniche. Per condire questa squisitezza e valorizzarla non si può fare a meno di utilizzare ingredienti di prima scelta. E’ importante esaltare la caratteristica vocazione tradizionale di questo alimento.

Talvolta viene preferita in versione light con dei semplici pomodorini, mozzarella e basilico oppure con rucola e scaglie di parmigiano. Altre volte bianca assoluta, proprio per assaporare a pieno il gustoso impasto. Nulla però vieta di condirla più abbondantemente con salumi o funghi porcini, oppure con mozzarella ed la classica passata di pomodoro. Come potrai immaginare ci sono infinite combinazioni da assaporare, basta solo affidarsi alla propria fantasia ed al proprio gusto per “idearla” a proprio piacimento.

Per tutelare e rispettare la qualità di questo prodotto esiste l’Associazione Originale Pinsa Romana e diverse scuole ad  essa collegata. Quella ha frequentato il personale della pinseria “Dal Pimpa” è la “Pinsa School”. Direi fortunatamente infatti abbiamo la possibilità di assaggiare una pinsa romana a Sinalunga, e voi potrete farlo nel resto dell’Italia!

Il nostro Leonardo insieme a Pietro sono ritornati ed hanno realizzato un Video:

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Pinsa romana calorie

Mi sono subito resa conto di quanto sia leggero l’impasto. Anche dopo in fase di digestione ho potuto notare che non mi si è neanche lontanamente presentata quella sensazione orribile che capita di avere quando mi è capitato di mangiare pizza con impasto dell’ultima ora. L’insieme delle caratteristiche la rendono molto digeribile.

Per rendere l’idea è doveroso fare un paragone con la pizza. Ho piacevolmente scoperto facendo delle ricerche in rete che la pinsa è molto meno calorica. Infatti 100 grammi di impasto bianco contengono solo 200 calorie rispetto alle 300 calorie contenute nella stessa quantità di pizza.

APPORTO CALORICO PINSA ROMANA - ESISTERE BENE

Troveremo 10 grammi di proteine, minor contenuto di carboidrati e di grassi. Queste proprietà la rendono molto indicata anche per chi segue un regime alimentare controllato. Inoltre non viene per niente usata Farina di tipo “00”.

A volte si va di fretta lo riconosco, anzicché cadere nella tentazione di cedere al cibo spazzatura credo sia opportuno apprezzare i piatti della nostra tradizione, altrettanto buoni, pratici e veloci ma sicuramente più salutari.

Sarei curiosa di sapere i Nutrizionisti che sono nella Community cosa ne pensano… Anche se sono sicura che approveranno a pieno questo alimento!

Pinsa Romana dove provarla?

Sono ormai numerosissime le pinserie di nuova apertura diffuse su tutto il territorio nazionale. Se vivi in zona Valdichiana o non lontano allora mi sento vivamente di consigliarti di andare ad assaggiare quella della pinseria “Dal Pimpa” a Sinalunga in via Pierpaolo Pasolini (vicino all’ UCI Cinema).

Sinceramente sono rimasta impressionata (positivamente) anche del conto, infatti quando abbiamo pagato pensavo avesse sbagliato, la cifra era veramente irrisoria rispetto al piacere gustativo provato! Se vivi altrove puoi sempre cercare la pinseria a te più vicina. Esiste però una soluzione altrettanto fattibile, perché non divertirsi cimentandosi ad impostarla con le proprie mani e farla a casa?

se lo fai sarebbe bello se condividessi le foto sulla Nostra Community di Facebook

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Sono un amante della buona cucina e del buon vino, mi affascina scoprire sempre nuovi gusti ed idee da sperimentare in cucina. Ricerco la qualità di vita e tutto ciò che mi fa stare bene. Sto bene quando passeggio in riva al mare, quando viaggio e quando sono in compagnia di persone allegre e solari. Vivo la mia vita con positività ed equilibrio.

 

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