Relazioni tossiche: riconoscere i segnali e prevenirli

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relazioni tossiche

Chi lo dice che per definirsi “amore” uno dei membri della coppia debba sottostare a regole predefinite ed imposte? Molti si trovano imprigionati in relazioni tossiche senza neanche esserne consapevoli. Spesso, ci si ritrova a vivere un sentimento unilaterale dando per scontato che quello sia l’amore.


psicologa simona campanella siena
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I rapporti di coppia, e in generale le relazioni, implicano un impegno costante. Bisogna imparare ad equilibrare le diversità e a gestire gli eventuali scontri. Chi riesce a reinventarsi in modo sempre diverso trovando, quindi, dei compromessi senza necessariamente privarsi della propria libertà di essere se stessi, vive il vero amore.

Cosa sono le relazioni tossiche

La tossicità è qualunque cosa non ci crei benessere emotivo, psicologico e fisico. In ambito di relazioni interpersonali, Lillian Glass, docente californiana ed esperta di comunicazione e psicologia, afferma come nelle relazioni tossiche non ci si sostenga e rispetti. Infatti, in queste relazioni, è probabile che il partner ci renda vulnerabili, insicuri e ci indebolisca al punto tale da riuscire a metterci da parte e ad accettare, implicitamente, delle condizioni anomale.

Nella speranza che l’informazione possa condurre, sempre di più, alla conoscenza di tali trappole nelle relazioni tossiche, in questo breve articolo ti suggerisco alcuni modi per frenare questo meccanismo d’amore malsano.

Apprezzati: non sei tu il colpevole

All’interno di un rapporto bisogna, innanzitutto, riconoscere di avere una propria individualità e, in quanto tale, bisogna rispettarsi. La considerazione di sé, parte dal valore che ciascuno di noi dà a se stesso. Per questa ragione, sei tu a scegliere cosa è meglio per te. Pretendi di essere all’altezza di te stesso, non colpevolizzarti con congetture a giustificazione circa il comportamento del tuo partner.

Sii il tuo cambiamento

Il cambiamento è un processo naturale anche se difficile. Il timore può derivare dalla non conoscenza di quello che potrebbe riservarti il futuro. Nel caso delle relazioni tossiche, pensare di poter cambiare lo stato di segregazione a cui sei sottoposto è solo un aspetto positivo. Con questo obiettivo, inizierai un percorso di crescita personale ed imparerai ad amarti.

Chiedi supporto: non sei solo

Per paura che il nostro comportamento all’interno di relazioni tossiche possa essere oggetto di “giudizio”, finiamo per restare nel nostro mondo. Invece, chiedere aiuto è il primo passo che ti sposta da dove sei. In particolare, affidarsi ad un professionista come lo Psicologo è uno strumento importante per percorrere la giusta direzione e avere sostegno emotivo.

Poni fine alle relazioni tossiche

La storia d’amore di Romeo e Giulietta è il sogno di molti ma, poche coppie riescono ad emulare amori così puri e veri. Restare nella tua relazione dannosa non ti porta, necessariamente, al lieto fine. Talvolta, bisogna avere il coraggio di chiudere le storie. L’amore dovrebbe portare serenità arricchendo la vita di ciascuno e, non sofferenza.

Ricordati che l’amore è un sentimento sincero, colmo di rispetto e attenzione per il proprio partner. Non sei su un campo di battaglia alla ricerca dei modi per conquistare un bottino. Sei, al contrario, nel campo del cuore e, lì non ci sono armi ma solo petali che rendono più vivido il tuo fiore.


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Psicologa Clinica, vivo a Siena. Mi occupo prevalentemente di valutazione diagnostica, sostegno psicologico ad adulti, bambini e adolescenti. Esercito la mia professione in zona ma anche tramite Consulenze online in tutta Italia. Da sempre, intendo la mia professione come una risorsa da offrire all’altro per dare la possibilità di diventare più consapevoli di se stessi. Elaboro percorsi specialistici individualizzati in base alle esigenze della singola persona. Mi occupo di valutazione psicodiagnostica e trattamento di supporto ad adulti, bambini, coppie e famiglie. Nell'ambito dei disturbi dell'alimentazione, sono istruttrice di Mindful Eating secondo il protocollo MB-EAT (Mindfulness Based-Eating Awereness Training). L’approccio terapeutico che prediligo è quello ad orientamento cognitivo-comportamentale, una Psicoterapia scientificamente fondata e che aiuta a mettere in relazione emozioni, pensieri e comportamenti. Inoltre dedico la mia professione con grande passione nell’ambito della Disabilità; infatti, da diverso tempo mi occupo di favorire l’integrazione sociale attraverso azioni interattive che restituiscono alla persona disabile il ruolo di cittadino attivo.

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