Autostima nei Bambini, Le 5 Regole per farli crescere sicuri di sè

Febbraio 5, 2019 Salute 3
AUTOSTIMA NEI BAMBINI - ESISTERE BENE - SIMONA CAMPANELLA

L’autostima è un concetto complesso, poiché appartiene al senso che si ha circa se stessi e si costruisce nel tempo. Infatti, non è pre-esistente, ma si forgia attraverso i rimandi delle figure di riferimento come i genitori, nonni, fratelli, sorelle, insegnanti e amici.

Dunque, spesso, il bambino costruisce il valore di se stesso e delle proprie performance mediante lo sguardo esterno e le considerazioni che percepisce sul suo conto. Tra i bisogni del bambino, oltretutto, non ci sono soltanto quelli di prima necessità (accudimento fisico) ma, soprattutto quelli di “sicurezza” che derivano dallo scambio emotivo con l’altro.

Quali sono i segnali che denotano una bassa autostima del bambino?

La maggior parte dei bambini che hanno uno scarso concetto di sé, sono coloro che hanno sperimentato di non essere “degni” di amore e di valore. In alcuni casi, può esser presente un vissuto caratterizzato da deprivazione emotiva o trascuratezza affettiva in famiglia o esperienze che sono state metabolizzate in modo distorto o, ancora, la presenza di aspettative molto alte nei suoi confronti. In generale, i bambini che provano un basso valore morale ed emotivo, manifestano atteggiamenti di chiusura, un tono di voce ed uno sguardo bassi, una grande paura di mettersi in gioco e sbagliare. Può, inoltre, manifestarsi con forme psicosomatiche, come cefalee, disturbi gastrointestinali, alterazioni di calore corporeo (mani sudate, guance rosse, iperventilazione), disturbi del sonno.

La bassa autostima conduce a dinamiche che, in termini tecnici, vengono definiti “impotenza appresa” che vedono il bambino svalutarsi e costruire delle aspettative negative circa quello che può, in realtà, essere capace di fare (“Non lo so fare”, “Non ce la faccio”, “Non voglio andare a scuola”).

Com’è possibile, dunque, non incappare in dinamiche dannose per la costruzione di una buona base sicura dei nostri figli? Di seguito, vi invito alla riflessione di alcune linee guida che possiamo adottare quando ci rivolgiamo ai bambini.

Le linee guida per incoraggiare i bambini

1. Invitiamolo ad obiettivi realistici

Dovremmo pensare ad ogni traguardo da raggiungere secondo la prospettiva del bambino. Lo si può, ad esempio, aiutare a porsi dei piccoli sotto obiettivi costruendo momento per momento, ogni tappa da perseguire. Inoltre, riflettiamo che ogni bambino ha un proprio tempo per creare la propria competenza. Non è detto che, per tutti, avvenga “tutto e subito”.

2. Usiamo critiche costruttive

Un compito mal riuscito o un qualsiasi altro “fallimento” produce un insegnamento, solo se accolto dalle figure di riferimento. Criticare o “aggredire” il bambino quando prende un’insufficienza o rompe qualcosa di caro, può sortire l’effetto contrario. Il bambino finisce per rintanarsi dentro se stesso e credere di non valere un granché tanto non cimentarsi nella possibilità di fare meglio. Famosa è la regola “sandwich”: un complimento, una critica, un complimento.

3. Facciamo il tifo per loro

“Ho fiducia in te”, “Sarai grandioso nel tuo compito”, “Sono sempre dalla tua parte”: affermazioni banali, probabilmente, per un genitore. Tuttavia, si finisce di darle così per ovvie che non gliele facciamo notare mai o, comunque, poco. Non si tratta di sovrastimare le loro capacità bensì di infondere fiducia e sicurezza. Sapere che c’è qualcuno per cui loro sono importanti, al di là dei risultati, permette di fronteggiare con più determinazione e meno paura le nuove situazioni.

4. Trasformiamo il fallimento in un nuovo successo

Quando il bambino sperimenta un fallimento sia a livello di prestazione sia a livello emotivo, dobbiamo aiutarlo a rialzarsi e a trasformare il suo scoramento in una nuova motivazione. E’ utile apprendere il significato del “dolore” e cosa questo porti con sé in termini di sentimenti ed emozioni. Per cui, è importante che ogni bambino comprenda che il fallimento esiste ma, un nuovo successo è dietro l’angolo ad attenderlo.

5. Incoraggiamo le loro passioni

La buona riuscita scolastica non è sempre sinonimo di un talento da inseguire per la vita. Ci sono capacità e competenze che si sviluppano al di là dei buoni voti. Certamente l’istruzione è importante ma, non deve essere esclusiva aspettativa dei genitori. Ognuno crea il suo talento a partire dalle proprie passioni. Potrebbe esser meglio che diventi un ottimo pittore piuttosto che un pessimo medico.

Queste considerazioni dovrebbero invitarci alla riflessione che ogni bambino deve essere innanzitutto “visibile” a se stesso e poi agli altri. Solo in questo modo, potrà costruire una corazza forte e “rinascere” in ogni suo fallimento.

Ora tocca a voi esprimere la vostra opinione… Che importanza date all’autostima nella vita di tutti i giorni?

“A cosa serve che un bambino sappia collocare Nettuno nell’universo se non sa come incanalare la sua tristezza e la sua rabbia?”

psicologa simona campanella siena

 

3 risposte

  1. Serena ha detto:

    Sante Parole!
    L’autostima ritengo che sia una componente molto molto importante per la crescita di ognuno di noi e di certo il possederla fornisce una bella marcia in più!
    Ottimi spunti! Da metterli subito in pratica!

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